La denominazione Vernaccia di Oristano DOC si riferisce all’omonimo vino liquoroso, un vino fortificato simile allo sherry, ma prodotto in Sardegna. Nell’agosto del 1971 è stato il primo vino della Sardegna ad ottenere il riconoscimento della DOC. Vernaccia, così come Moscato e Malvasia, è un nome applicato a svariati vitigni diversi tra loro, non accomunati da somiglianze geografiche o genetiche, ma solamente nell’assonanza del nome. La ragione di ciò, nel caso della Vernaccia, è semplicemente che il nome deriva da una parola latina che indicava “domestico” o “nativo”, correlato al verbo “vernacolare”, ossia esprimersi nella lingua di un particolare luogo o persone. La Vernaccia di Oristano si distingue dalle altre vernacce solo per il fatto di venir coltivata ad Oristano, nella parte occidentale della Sardegna e di non trovarsi in nessun’altra parte del mondo. Come il Cannonau, anche le vigne di Vernaccia di Oristano sono tradizionalmente coltivate ​​nella forma nota come Alberello latino. Le vigne della denominazione Vernaccia di Oristano DOC sono coltivate ​​in 20 comuni all’interno e nei dintorni della città di Oristano. Le uve vengono raccolte e pressate in modo tradizionale, quindi vengono fatte maturare in barriques scolme in condizioni ossidative per tre o quattro anni, sotto un film di lievito detto flor. I barili non sono riempiti fino all’orlo, permettendo al flor di svilupparsi sopra il vino, cosa che permette di controllare in una certa misura il livello di ossidazione. L’aroma di muffa e nocciola che deriva da questo stile di invecchiamento è noto nel dialetto locale del Campidanese come murrai. Purtroppo, nonostante il procedimento affascinante con il quale sono realizzati, i vini Vernaccia di Oristano si trovano solo raramente fuori dall’Italia e quasi mai fuori dall’Europa.

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