Il vitigno Ruchè è quasi sicuramente autoctono del Monferrato astigiano, dalle origini incerte che si perdono nella notte dei tempi. Secondo alcuni è arrivato dalla Spagna, altri ritengono i suoi precursori provenienti dalla Francia. Anche il suo nome ha un’etimologia incerta. Alcuni lo collegano alla Confraternita dei frati di San Rocco, altri alla predilezione del vitigno per le rocche più scoscese e assolate. Altri ancora fanno derivare il nome da “roncet“, una degenerazione infettiva di origine virale, per la sua maggior resistenza alla virosi rispetto ad altre varietà allevate in zona (Piemonte). La sua area di maggiore diffusione è circoscritta al comune di Castagnole Monferrato e più marginalmente ad altre zone dell’Astigiano. Si sarebbe diffuso, molto sporadicamente, anche nell’Alessandrino, dove spesso viene chiamato Moscatellina. L’area di produzione del Ruchè di Castagnole Monferrato è veramente limitatissima e circoscritta ai comuni di Castagnole Monferrato, Grana, Montemagno, Portacomaro, Refrancore, Scurzolengo e Viarigi, nella quale operano circa una ventina di produttori. I vini prodotti con il Ruchè in purezza hanno un marcato profumo di rose e spezie. La loro acidità è tendenzialmente bassa, ma il tannino è molto marcato e tende a lasciare in bocca una nota amara.

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