Il Pignolo è un vitigno a bacca nera coltivato in Friuli. E’ un vitigno antico, le cui prime notizie della sua presenza nel comprensorio di Rosazzo risalgono alla fine del ‘700. Il vitigno fu successivamente abbandonato a vantaggio di varietà più produttive, tanto che alla fine dell’800 il “Pignùl”, così chiamato in Friulano, spariva dagli atlanti ampelografici. Restavano poche produzioni, non controllate e spesso il Pignolo finiva un uvaggio con altri rossi. Il nome Pignolo deriva da “pigna“, e sono molti i vitigni il cui nome ha questa radice, spesso confusi uno con l’altro. La passione di alcuni vignaioli friulani ha fatto sì che questo vitigno autoctono si salvasse da una estinzione quasi certa e fu così che si arrivò alla rinascita del Pignolo nei primi anni ’80, ma fu solo nel 1995 che il Pignolo entrò nella DOC Colli orientali del Friuli. Il Pignolo friulano viene spesso confuso con la Pignola valtellinese, che poco ha in comune a parte l’etimologia del nome e il colore della bacca. Il vino del Pignolo in purezza è di colore rosso rubino chiaro, di buona gradazione alcolica e acidità, dal gusto armonico, pieno e delicato ed un profumo tipico. Può essere lasciato invecchiare per qualche anno, anche in barrique, con ottimi risultati.

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