Il Picolit è un vitigno a bacca bianca autoctono del Friuli e noto in tutto il mondo per lo splendido passito che si realizza con le sue uve. Il nome Picolit deriva quasi sicuramente dalle piccole dimensioni dell’acino e del grappolo e dalla scarsità di produzione. Il Picolit ha origini sconosciute, ma si sa per certo che sia molto antico e famoso nel Friuli, già nell’epoca della Roma imperiale. Sin dal XVII secolo esistono testimonianze della bontà del vino dolce ottenuto con quest’uva da parte di numerosi personaggi storici tra cui Carlo Goldoni, che lo descriveva come una gemma preziosa. Il successo del Picolit arrivò fino alle più importanti corti reali del continente e nell’arco di un decennio il prezzo aumentò a tal punto che il vino arrivò a costare quasi 40 volte rispetto ad un qualsiasi vino in commercio. Il Picolit è un vitigno già di suo scarsamente produttivo e la filossera, che colpì il Friuli nel 1888, rischiò di farlo scomparire, come molti altri vitigni autoctoni friulani. Il fenomeno frequente dell’acinellatura, che porta a molti aborti spontanei e naturali dei frutti determina le rese scarse e incostanti, nonostante il buon vigore di cui il vitigno gode. Le rese limitatissime hanno però anche il vantaggio di produrre chicchi più dolci, con aromi intensi. Dal 2006 gli è stata dedicata una DOCG, la Colli Orientali del Friuli Picolit DOCG, che si trova in Provincia di Udine, vicino al confine con la Slovenia. La zona di produzione migliore è certamente quella di Rosazzo. I vini del Picolit hanno colore giallo paglierino carico, con una complessa gamma olfattiva, che va dai fiori di campo alla mandorla, con note fruttate di pesca e castagno  ed un palato strutturato ed elegante, con un bel corpo pieno. I chicchi molto dolci delle uve passite forniscono inoltre una notevole base alcolica, con può raggiungere naturalmente anche i 16 gradi, rendendolo anche un grande vino da meditazione e da dessert.

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