La denominazione di origine Chianti Classico DOCG rappresenta la zona più antica del Chianti, posta a cavallo tra le province di Firenze (con 30.400 ettari) e Siena (con 41.400 ettari). Essa include i comuni di Greve in Chianti, Castellina in Chianti, Radda in Chianti, Gaiole in Chianti. Vi rientrano invece parzialmente i comuni di San Casciano Val di Pesa e Tavarnelle. La zona di produzione del Chianti Classico è la prima al mondo ad essere stata definita per legge, con un bando del 1716 del granduca di Toscana Cosimo III. Il bando specificava i confini delle zone entro i quali potevano essere prodotti i vini Chianti ed istituiva una congregazione di vigilanza sulla produzione la spedizione, il controllo contro le frodi ed il commercio dei vini (una sorta di progenitore dei Consorzi). Fino a tutto il 1700 il Chianti veniva prodotto utilizzando solo le uve del vitigno Sangiovese. Risale ai primi dell’800 la pratica di mescolare varietà diverse di uve per migliorare la qualità del vino prodotto. In quel periodo vennero sperimentati diversi uvaggi, ma fu il barone Bettino Ricasoli, tra il 1834 ed il 1837 a divulgare la composizione da lui ritenuta più idonea per ottenere un vino rosso piacevole, frizzante e di pronta beva e che sarebbe poi diventata la base della composizione ufficiale del vino Chianti: 70% di Sangioveto (denominazione locale per il Sangiovese), 15% di Canaiolo, 15% di Malvasia e l’applicazione della pratica del governo all’uso Toscano, che consiste nel prendere una parte di uva, la più sana e matura, meglio Sangiovese che Canaiolo, raccoglierla in anticipo e lasciare i grappoli per sei settimane, disposti su graticci, all’aria perchè appassiscano. Pigiate, queste uve producono un mosto che aggiunto al vino che ha appena terminato la fermentazione ed ha bruciato tutti gli zuccheri fa partire una seconda fermentazione, prolungata sino a primavera.

Il vitigno di riferimento per la DOCG Chianti Classico rimane ancor oggi il Sangiovese, che deve essere presente per almeno l’80% delle uve utilizzate per la produzione del Chianti classico. Il Sangiovese è un’uva molto sensibile ai fattori esterni ed ha la capacità di modificare i propri profumi a seconda del terreno in cui viene coltivato. Il Chianti Classico ha il bouquet floreale di giaggiolo e mammola propri del terreno arenario di questa zona che costituisce l’elemento organolettico caratterizzante, con aroma di frutti di bosco che gli deriva invece dalla componente calcarea del suolo.

Le tipologie previste dalla denominazione sono il Chianti Classico, il Chianti Classico Riserva e il Chianti Classico Gran Selezione. Le tipologie propongono un affinamento di durata crescente, limitato ad un anno per la tipologia base, di 24 mesi per la riserva e di 30 mesi per la Gran selezione.

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