Il territorio della Capri DOC corrisponde con quello della famosa isola all’estremità meridionale del Golfo di Napoli. L’Isola di Capri vanta una lunga e illustre storia di produzione vinicola e ha ottenuto la DOC nel settembre 1977, 11 anni dopo la sua sorella maggiore, Ischia, che si trova a nord di Capri, attraversando il golfo. La DOC copre un vino rosso e uno bianco di base, ottenuti da varietà di vite tradizionali della zona. Il Capri Rosso è prodotto prevalentemente con l’uva Piedirosso, vitigno autoctono campano. È diffuso qui a Capri che più in qualsiasi altro luogo, pur essendo ampiamente coltivato anche attorno al Vesuvio per l’utilizzo nei vini Lacryma Christi. Il Piedirosso deve costituire almeno l’80% dei vini Capri rosso, assieme ad “altri vitigni a bacca nera, non aromatici, raccomandati e/o consigliati per le province di Caserta e di Napoli”. Il Capri Bianco è invece ottenuto da uve dei vitigni Falanghina e Greco Bianco. La Falanghina era il vitigno di base antichi vini faleni (vedi Falerno del Massico DOC), mentre il Greco Bianco è un vitigno geneticamente identico all’Asprinio utilizzato negli spumanti di Aversa , appena fuori Napoli. Il futuro della produzione vinicola di Capri è indissolubilmente legato al flusso turistico in costante aumento nell’isola. Per ironia della sorte, il turismo ha portato anche allo sradicamento dei vigneti per costruire alberghi ed alloggi e attrazioni, e molti produttori di vino si sono convertiti ai servizi di ospitalità. L’Isola d’Ischia, all’estremità settentrionale del Golfo di Napoli, si trova in una situazione simile, anche se la sua maggiore estensione le permette di conservare ancora alcune porzioni di vigneto di qualità (meno di 100ha).

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