Il territorio

La Campania, regione di antichissime tradizioni vitivinicole, in tempi recenti ha saputo dare vita a vini di altissimo livello, a partire sia da vitigni a bacca bianca che a bacca rossa. Geograficamente la coltivazione della vite in Campania è favorita dalla presenza di una superficie per oltre il 50% collinare e per oltre il 30% montuosa, mentre la fascia di pianura rappresenta appena il 15% della superficie della regione. In Campania vi sono più di 25.000 ettari coltivati a vigna e prevale la produzione di uve a bacca nera.

I vitigni

Il patrimonio di vitigni autoctoni della Campania è estremamente ricco, con varietà recentemente riscoperte e valorizzate, da cui provengono i vini più interessanti della regione. Fra le uve a bacca bianca autoctone della Campania si ricordano l’Asprinio, la Falanghina, il Fiano, il Greco, la Coda di Volpe, il Pallagrello Bianco, la Biancolella e la Forastera. Tra le uve autoctone a bacca rossa, l’Aglianico, il Piedirosso (detto Per’e Palummo, ossia Piede di Colombo), lo Sciascinoso, il Pallagrello Nero e il Casavecchia. Questo vitigno, dimenticato per anni e recentemente riscoperto con ottimi risultati, è un’uva dalle eccellenti qualità capace di produrre vini rossi di estrema eleganza e riccamente colorati, avendo un contenuto in antociani superiore a quello dell’Aglianico.

I vini e le zone produttive

Taurasi e Aglianico

La zona di elezione dell’Aglianico è l’Irpinia, in provincia di Avellino, dove si produce il vino che rappresenta la sua massima espressione, il Taurasi DOCG. Conosciuto anche come il “Barolo del Sud“, il Taurasi è un vino molto ricco, concentrato e complesso, elegante e a volte sorprendente. Con l’Aglianico si producono anche gli interessanti vini rossi della Taburno DOC, in provincia di Benevento. L’Aglianico è anche il protagonista dei rossi dell’area della denominazione Sannio DOC, sempre in provincia di Benevento e l’uva principale nella produzione dei vini rossi della DOC Falerno del Massico, in provincia di Caserta.

Greco di Tufo e Fiano di Avellino

Questi due vini sono riusciti ad elevare notevolmente il proprio livello qualitativo, arrivando ad ottenere il riconoscimento della Denominazione d’Origine Controllata e Garantita (DOCG) nel 2003. Il Greco di Tufo DOCG e il Fiano di Avellino DOCG sono senz’altro i vini bianchi più celebri della Campania, assieme a quelli prodotti con l’eccellente Falanghina. Il Greco di Tufo, vino bianco secco di corpo e piuttosto fresco, prende il nome dall’omonima località in Irpinia e si produce anche nella versione spumante. In larga parte viene prodotto con uve del vitigno Greco e in percentuale minore da Coda di Volpe. Più profumato è invece il Fiano di Avellino, che i latini chiamavano Apianum, poiché le api erano solite posarsi sui grappoli appesi ad appassire. E’ un vino elegante e profumato, complesso e di buona struttura, che viene spesso messa in risalto con la maturazione in botte.

Le altre zone di produzione

Tra le altre aree vinicole interessanti della Campania ricordiamo Aversa, patria del celebre Asprinio e del Falerno del Massico DOC. L’area del Vesuvio si caratterizza invece per il Lacryma Christi, vino secco prodotto nelle versioni bianco, rosso e rosato. Di particolare interesse è l’Isola d’Ischia, con i suoi vini bianchi profumati da uve Forastera e Biancolella e i rossi prodotti con il vitigno autoctono Piedirosso.

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