Il Brunello di Montalcino è uno dei vini più pregiati d’Italia e il più famoso tra quelli prodotti in Toscana. La sua zona di produzione è limitata al solo comune di Montalcino, in provincia di Siena, cosa che contribuisce, vista la limitata superficie vitata a disposizione, a renderlo un vino molto ricercato a livello mondiale. Nel 1960 il Brunello di Montalcino è il promo vino ad essere insignito della DOC, e consegue la DOCG nel 1980. L’origine del Brunello di Montalcino risale alla seconda metà dell’800, quando Ferruccio Santi di Montalcino selezionò ed incominciò a vinificare uve di una varietà di Sangiovese conosciuta localmente come “Brunello” per via del colore scuro degli acini. Il Brunello di Montalcino DOCG è un vino che richiede lunghi periodi di invecchiamento prima della messa in commercio: cinque anni dal momento della vendemmia (che diventano sei per la versione “riserva“) di cui almeno due anni in botti di rovere, e per un tempo non inferiore ad altri quattro mesi in bottiglia (sei mesi per la riserva). E’ un vino di grande longevità, che richiede lungo affinamento prima di arrivare al top del suo livello qualitativo. Ci sono esempi di Brunelli invecchiati per periodi che vanno da 10 a 30 anni e più. Il titolo minimo in alcool è di 12° (o 12,5 se specificata la menzione “vigna”). Il Brunello di Montalcino nel bicchiere ha una tonalità rosso rubino, leggermente tendente al granato con l’invecchiamento. Ha un profumo è decisamente intenso e persistente, con sentori fruttati e di vaniglia ma anche di legno aromatico e sottobosco. Al palato è tannico e caldo, armonico, persistente e robusto. Va servito a temperatura ambiente (circa 18-22°C), in bicchieri grandi e dalla luce ampia, che consentano la percezione del suo complesso ed articolato bouquet. Nel caso di vini d’annata è preferibile prima decantarli e caraffarli in modo tale che si possano riossigenare adeguatamente, liberandosi al contempo del deposito sul fondo.

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